Young Cardiologists Abroad: “Tutto Quello Che Avreste Sempre Voluto Sapere E Non Avete Mai Osato Chiedere” (e che forse non si può spiegare…)

Young Cardiologists Abroad: “Tutto Quello Che Avreste Sempre Voluto Sapere E Non Avete Mai Osato Chiedere” (e che forse non si può spiegare…)
0 20 gennaio 2017

La Newsletter ICOT di oggi è dedicata ad un argomento tanto complesso quanto eccitante: le esperienze formative all’estero.

La possibilità di compiere un periodo di ricerca/approfondimento professionale fuori dalla cornice di riferimento italiana in cui vi trovate può rappresentare una parte vitale della complessa formazione richiesta ai giovani cardiologi.

Prima di partire, però, ci sono alcune importanti ed essenziali cose da conoscere e bisogna essere preparati a superare più delle difficoltà prodotte dalle semplici barriere linguistiche e culturali.

Tuttavia, “ il periodo formativo all’estero” può rappresentare una delle più importanti esperienze della vostra vita. Quindi, organizzatelo con cura e poi godetevolo appieno.

Iniziate a mettere in valigia tutta la vostra passione, motivazione, coraggio, ma anche pazienza, forza di volontà e tanta determinazione: vi serviranno!

Abbiamo deciso di stilare qui per voi una checklist (assolutamente non esaustiva) che vi aiuterà nella scelta e nella gestione della vostra esperienza estera.

 

  1. Partire: si o no? Questo è il primo e più importante passo da compiere. Sebbene alcune volte la volontà potrebbe non coincidere con la possibilità, la scelta consapevole di volere uscire dal guscio ed affrontare, quindi, le difficoltà e le soddisfazioni che la formazione fuori dai confini nazionali può darvi, deve essere la forza motrice di tutto il processo che state per intraprendere al fine di non avere rimpianti di nessun tipo (“ma chi me lo ha fatto fare!”, “dovevo aspettare un altro po’ di tempo” etc).

 

  1. Seguire la vostra passione e scegliere un “mentor” adeguato. Se il vecchio adagio “io sono fortunato perché la mia passione coincide con il mio lavoro” è vero in assoluto, lo è ancora di più quando ti trovi in un contesto nuovo. La scelta del luogo/istituzione estero in cui spendere il proprio tempo deve essere guidata in parte dal “cuore” e in parte dal “cervello”. Se il “cuore”, la passione per un determinato aspetto e sub-specialità della cardiologia moderna sarà l’irrinunciabile traino che vi consentirà di resistere e sopportare le difficoltà iniziali dopo la partenza, il “cervello”, una scelta informata e attenta del proprio mentor, della persona da cui (o meglio con cui) andrete a lavorare, dovrà essere il vostro alleato.

 

  1. Parlare con chi lo ha fatto prima di voi. Parlare con colleghi che hanno scelto lo stesso programma in passato per conoscere i successi che hanno conseguito e le difficoltà che hanno dovuto affrontare durante la loro esperienza (sempre tenendo a mente che ogni esperienza è diversa da un’altra).

 

  1. Cercare di trovare modi per finanziare il viaggio. Formarsi all’estero può essere economicamente impegnativo. Prima di fornire il tuo “ok” definitivo, informati su quanto può costare “la vita” lì dove hai scelto di recarti. Una stima preventiva del budget che si ha a disposizione rapportato a quello necessario per vivere nella città prescelta è essenziale. Ma non dimendicate anche la possibilità di qualificarvi per grants (nazionali ed internazionali) in grado di sostenere la vostra esperienza all’estero: possono essere molto utili e vale sempre la pena tentare!

 

  1. Sapere che non si può programmare tutto. È un’ottima idea quella di raccogliere il maggior numero di informazioni possibili prima della partenza, ma non c’è modo di essere davvero preparato per tutto. Essere meticolosi nell’ organizzazione, nella preparazione e cercare di programmare quello che si sta per affrontare sarà sicuramente utile, ma il fatto stesso di non essere a conoscenza di cosà succederà realmente è parte integrante del divertimento di questa esperienza di studio e di vita.

 

Questi sono solo alcuni dei consigli che i giovani cardiologi in formazione possono trovare utili nella preparazione ad un’esperienza formativa professionale all’estero, seppur non contemplano le necessità più pratiche, ma altrettanto importanti, che devono essere tenute in conto durante questo periodo: documenti di viaggio e di soggiorno, assicurazione, aspetti finanziari, conoscenza della lingua nonchè delle abitudini e delle regolamentazioni locali, numeri di emergenza, riferimenti dell’ambasciata/consolato italiano etc.

 

Insomma, la possibilità di formarsi in centri di eccellenza esteri per aumentare le proprie conoscenze e metterle a frutto (prima o poi) nel proprio contesto di origine, rappresenta una risorsa fondamentale per i giovani cardiologi italiani che, quando possibile, deve essere presa in considerazione nel corso del proprio percorso professionale e umano.

Il tutto deve essere sempre accompagnato da una buona dose di fortuna, quindi…Good Luck!

 

 

Gabriele G. Schiattarella, MD

Università Federico II di Napoli

UT Southwestern Medical Center, Dallas, TX, USA

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